Accesso alle cure, sostenibilità e innovazione: il report Ambrosetti sui 30 anni di Teva Italia

The European House – Ambrosetti (TEHA Group) ha studiato l'evoluzione del sistema salute italiano e il contributo di Teva Italia in aree chiave per medici e farmacisti: disponibilità delle terapie, continuità di cura, sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e innovazione.
Il sistema salute italiano sta attraversando una fase di profonda trasformazione. L'aumento della cronicità, l'invecchiamento della popolazione, la crescente complessità dei bisogni assistenziali e la necessità di garantire un accesso equo alle terapie rendono sempre più importante il contributo di tutti gli attori coinvolti nella presa in carico del paziente.
In questo contesto si inserisce il report "30 anni di Teva Italia. Insieme, per una salute migliore", uno studio realizzato da The European House – Ambrosetti (TEHA Group) con il contributo di Teva Italia. Il documento analizza l'evoluzione del sistema salute negli ultimi tre decenni e approfondisce il ruolo che accesso alle cure, farmaci equivalenti, sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale e innovazione possono svolgere nel rispondere ai bisogni di pazienti, professionisti sanitari e sistema salute.
Per medici e farmacisti, lo studio rappresenta uno strumento di approfondimento su temi che entrano ogni giorno nella pratica professionale: la continuità terapeutica, il valore della prossimità, l'appropriatezza dell'informazione al cittadino, la disponibilità delle terapie e la necessità di mantenere sostenibile l'accesso alle cure.
Approfondisci il report "30 anni di Teva Italia"
In pochi minuti, scopri il percorso fatto da Teva Italia negli ultimi trent'anni e l'impegno di oggi e di domani: garantire più salute, a più persone, in modo sostenibile e accessibile.
Scarica lo studio completo in PDF "30 anni di Teva Italia. Insieme, per una salute migliore" per scoprire dati, analisi e prospettive sul futuro del sistema salute.
I principali dati del report
Lo studio Ambrosetti mette in evidenza alcuni numeri che aiutano a leggere il contributo di Teva Italia al sistema salute:
- oltre 1,16 miliardi di euro di risparmio stimato generato per il SSN nel periodo 2022-2025;
- oltre 400 milioni di confezioni distribuite nelle farmacie territoriali retail nel periodo 2022-2025;
- 552 milioni di unità distribuite nel canale ospedaliero nello stesso periodo;
- oltre 35 studi clinici sull'emicrania, di cui 5 con il coinvolgimento di centri italiani;
- oltre 105 pubblicazioni scientifiche collegate agli studi clinici sull'emicrania, di cui 10 italiane.
Questi dati raccontano due dimensioni complementari: da un lato la disponibilità diffusa di terapie essenziali, dall'altro l'impegno nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni in aree ad alto bisogno clinico.
Un'offerta ampia, vicina alla pratica quotidiana
Il contributo all'accesso alle cure si riflette anche nell'ampiezza dell'offerta Teva, che comprende farmaci equivalenti e specialistici di alta qualità in quasi tutte le aree terapeutiche, oltre a farmaci da prescrizione e da banco.
Per medici e farmacisti, questo elemento è particolarmente rilevante perché collega il tema della disponibilità delle terapie alla pratica quotidiana. Un'offerta ampia e trasversale consente di accompagnare bisogni di salute molto diversi, dalla gestione continuativa delle cronicità alle esigenze terapeutiche più specifiche, contribuendo alla continuità dei percorsi di cura.
La presenza di Teva nel canale retail, con oltre 101 milioni di confezioni distribuite nel 2025 e oltre 400 milioni nel periodo 2022-2025, conferma il ruolo della farmacia come luogo centrale di accesso alle terapie sul territorio. Anche il canale ospedaliero contribuisce a questa lettura: nel periodo 2022-2025 Teva ha distribuito oltre 552 milioni di unità, pari a circa 150 milioni nel solo 2025. La disponibilità di terapie tra territorio e ospedale richiama il valore della continuità di cura, soprattutto per i pazienti con bisogni terapeutici ricorrenti, complessi o di lungo periodo.
Questa presenza trasversale si accompagna a un impegno in aree di innovazione ad alto bisogno clinico. Lo studio evidenzia in particolare, l'impegno di Teva sull'emicrania, un'area terapeutica questa che si inserisce nel quadro ancora più ampio della brain health, dove l'azienda concentra il proprio focus per la ricerca innovativa e dove si prospettano crescenti bisogni con 180 milioni di persone in Europa interessate da patologie mentali o neurologiche e 1 cittadino italiano su 6 interessato da disturbi mentali.
Per gli operatori sanitari, questi dati aiutano a leggere il listino non solo come un insieme di prodotti, ma come una presenza concreta lungo molti bisogni di salute: accesso quotidiano alle terapie, continuità terapeutica, sostenibilità del sistema e innovazione nelle aree in cui la domanda di cura è più complessa.
Perché questo report riguarda da vicino medici e farmacisti
Negli ultimi trent'anni il concetto di salute si è progressivamente ampliato. Non riguarda più soltanto il trattamento della malattia, ma include prevenzione, continuità della presa in carico, qualità della vita, prossimità, sostenibilità del sistema e attenzione ai bisogni delle persone. Lo studio TEHA evidenzia proprio questa evoluzione, collegando i cambiamenti demografici e assistenziali al bisogno di costruire risposte più integrate e accessibili.
In questo scenario, medici e farmacisti hanno ruoli distinti ma complementari.
Il medico è il riferimento centrale nel percorso diagnostico-terapeutico: valuta i bisogni clinici del paziente, definisce la strategia di cura, monitora l'evoluzione della patologia e accompagna nel tempo le persone, in particolare nei percorsi di cronicità e nelle condizioni che richiedono continuità terapeutica. Per questo, temi come accesso alle terapie, sostenibilità del sistema, disponibilità dei farmaci e innovazione riguardano direttamente la pratica clinica e la possibilità di offrire risposte adeguate, tempestive e coerenti con i bisogni del paziente.
Il farmacista, grazie alla relazione quotidiana con i cittadini, rappresenta un presidio di prossimità capace di favorire informazione, orientamento, continuità terapeutica e consapevolezza nell'utilizzo dei farmaci. In particolare, nel dialogo con il paziente può contribuire a rafforzare la fiducia verso le terapie prescritte, supportare l'aderenza e favorire una corretta comprensione del valore dei farmaci equivalenti.
La sostenibilità del SSN, quindi, non è un tema distante dalla pratica quotidiana degli operatori sanitari. È una condizione che permette di continuare a garantire accesso alle cure, disponibilità delle terapie e possibilità di investire in innovazione. In questa prospettiva, il medico e il farmacista contribuiscono, ciascuno nel proprio ruolo, a rendere più concreto l'equilibrio tra appropriatezza, continuità terapeutica e sostenibilità del sistema.
Il ruolo dei farmaci equivalenti nella sostenibilità del sistema
I farmaci equivalenti rappresentano una leva importante per sostenere l'accesso alle cure e contribuire alla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Lo studio di Ambrosetti evidenzia come, nel periodo 2022-2025, i farmaci equivalenti di Teva abbiano generato un risparmio stimato per il SSN superiore a 1,16 miliardi di euro; nel solo 2025 il risparmio stimato è stato pari a circa 350 milioni di euro.
Il dato assume particolare rilievo se letto insieme ai volumi distribuiti: oltre 400 milioni di confezioni retail nel periodo 2022-2025, oltre 101 milioni nel solo 2025 e circa 1 farmaco equivalente su 4 dispensato in Italia riconducibile a Teva. Per il farmacista, questi numeri hanno una dimensione molto concreta, perché si collegano al dialogo quotidiano con il cittadino sul valore del farmaco equivalente, sulla continuità terapeutica e sull'uso consapevole delle terapie.
La scelta del farmaco equivalente, quando disponibile e appropriata secondo le indicazioni del medico e della normativa vigente, può contribuire a ridurre la spesa a carico del cittadino e a liberare risorse per il sistema. In un contesto caratterizzato da cronicità e bisogni continuativi, informazione corretta e fiducia diventano elementi essenziali per sostenere l'aderenza, la continuità terapeutica e l'accessibilità delle cure.

Accesso e innovazione: due dimensioni da tenere insieme
Lo studio di Ambrosetti inoltre sottolinea come il futuro del sistema salute richieda un equilibrio tra accesso alle terapie e innovazione. Garantire disponibilità diffusa di farmaci essenziali resta fondamentale, ma allo stesso tempo cresce il bisogno di nuove soluzioni terapeutiche in aree ad alto impatto per pazienti, famiglie e sistema sanitario.
In questa prospettiva, Teva Italia affianca alla propria presenza nel mercato dei farmaci equivalenti un impegno nell'innovazione, con particolare attenzione ad aree come neuroscienze e immunologia. Sull'emicrania l'azienda ha contribuito alla realizzazione di oltre 35 studi clinici, di cui 5 con partecipazione italiana, e oltre 105 pubblicazioni scientifiche, di cui 10 italiane.
Per medici e farmacisti, accesso e innovazione non sono ambiti separati: entrambi contribuiscono alla possibilità di offrire risposte terapeutiche adeguate, sostenibili e coerenti con i bisogni delle persone. Da un lato, l'ampiezza dell'offerta sostiene la disponibilità quotidiana delle cure; dall'altro, l'investimento in ricerca e sviluppo permette di guardare alle aree in cui il bisogno clinico resta elevato.

Il ruolo di medico e farmacista nella continuità della cura
La continuità della cura richiede il contributo coordinato di professionisti diversi, in grado di accompagnare il paziente lungo il percorso terapeutico. In questo quadro, il medico mantiene un ruolo centrale nella valutazione clinica, nella scelta della terapia, nel monitoraggio degli esiti e nell'eventuale adattamento del percorso di cura nel tempo. Questo ruolo è particolarmente rilevante nelle patologie croniche, nei pazienti con bisogni complessi e nelle aree ad alto impatto clinico, dove appropriatezza prescrittiva, continuità terapeutica e accesso alle opzioni disponibili sono elementi fondamentali.
La farmacia è uno dei luoghi in cui il cittadino incontra più frequentemente il sistema salute. Per questo, il ruolo del farmacista va oltre la dispensazione del farmaco: riguarda anche l'ascolto, l'informazione, il supporto all'aderenza e l'orientamento verso un uso consapevole delle terapie. La relazione quotidiana con i cittadini consente al farmacista di intercettare dubbi, difficoltà o bisogni informativi che possono incidere sulla continuità del trattamento.
Alla luce dei dati del report Ambrosetti, il contributo congiunto di medico e farmacista appare particolarmente rilevante su quattro piani:
- appropriatezza, perché il medico definisce il percorso terapeutico più adeguato sulla base dei bisogni clinici del paziente;
- accesso, perché la disponibilità dei farmaci sul territorio sostiene la possibilità di seguire concretamente la terapia prescritta;
- continuità, perché medico e farmacista accompagnano il paziente in momenti diversi ma collegati del percorso di cura;
- consapevolezza, perché una corretta informazione può aiutare il cittadino a comprendere il valore delle terapie, inclusi i farmaci equivalenti, e a mantenere nel tempo l'aderenza al trattamento.
La presenza di Teva nel canale retail, con oltre 101 milioni di confezioni distribuite nel 2025, rafforza questa lettura: la disponibilità dei farmaci in farmacia rappresenta una componente essenziale dell'accesso alle cure e della prossimità del sistema salute ai cittadini. Allo stesso tempo, il dato va letto insieme al ruolo del medico, che resta il punto di riferimento per l'inquadramento clinico, la prescrizione e la gestione del percorso terapeutico.
In questo senso, il percorso dei 30 anni di Teva in Italia si collega alla relazione con entrambi i professionisti: il medico, riferimento clinico nella presa in carico del paziente, e il farmacista, presidio quotidiano di prossimità e fiducia. Due ruoli complementari che contribuiscono a rendere più concreto l'accesso alle cure, la continuità terapeutica e la sostenibilità del sistema salute.
Cosa approfondire nel report
Lo studio completo consente di approfondire:
- l'evoluzione del sistema salute italiano negli ultimi trent'anni;
- il ruolo dei farmaci equivalenti e biosimilari per accesso e sostenibilità;
- il contributo di Teva Italia alla disponibilità di terapie sul territorio e nel canale ospedaliero;
- l'ampiezza dell'offerta terapeutica e il suo collegamento con i bisogni di cura quotidiani;
- il rapporto tra sostenibilità del SSN e innovazione terapeutica;
- le aree di ricerca e innovazione di Teva, con focus su neuroscienze e immunologia;
- il valore della prossimità, della continuità terapeutica e della presa in carico dei bisogni di salute.
Fonti e metodologia
"30 anni di Teva Italia – Insieme, per una salute migliore" è uno studio a cura di The European House – Ambrosetti (TEHA Group), pubblicato da Teva Italia. Si basa sull'elaborazione di dati provenienti da fonti istituzionali italiane e internazionali, pubblicazioni scientifiche e informazioni aziendali, con l'obiettivo di fornire una lettura documentata del contributo di Teva al sistema salute italiano. Per garantire trasparenza e verificabilità, lo studio include la bibliografia e la sitografia complete delle fonti utilizzate.
FAQ (Frequently Asked Questions):
Il report analizza il contributo di Teva Italia al sistema salute negli ultimi 30 anni, con particolare attenzione ad accesso alle cure, farmaci equivalenti, sostenibilità del SSN, innovazione, persone e impatto sociale.
Perché affronta temi centrali nella pratica quotidiana degli operatori sanitari: continuità terapeutica, accesso alle terapie, sostenibilità del sistema, informazione al paziente, disponibilità dei farmaci e ruolo della prossimità.
Secondo il report Ambrosetti, i farmaci equivalenti di Teva hanno generato un risparmio stimato per il SSN superiore a 1,16 miliardi di euro nel periodo 2022-2025.
Nel periodo 2022-2025 Teva ha distribuito oltre 400 milioni di confezioni nel canale retail; nel solo 2025 le confezioni retail distribuite sono state oltre 101 milioni. Inoltre, circa 1 farmaco equivalente su 4 dispensato in Italia è Teva.
Il medico ha un ruolo centrale nella valutazione clinica, nella definizione della terapia e nel monitoraggio del percorso di cura. Il farmacista contribuisce alla prossimità, all’informazione, al supporto all’aderenza e all’uso consapevole dei farmaci. Insieme, questi ruoli aiutano a sostenere accesso, continuità terapeutica e sostenibilità del sistema salute.

