Il contributo dello stress nella fisiopatologia dell’emicrania

La definizione di stress è cambiata nel tempo e nella letteratura scientifica, ma in generale può essere descritto come la percezione e la risposta di un organismo a uno stimolo stressogeno percepito. Ciò comprende sia le risposte fisiologiche che psicosociali dell'organismo di fronte a minacce, sfide o ostacoli, siano essi fisici o psicologici.
I cambiamenti neuronali e ormonali associati allo stress, insieme alla risposta psicologica soggettiva, possono avere molteplici relazioni con l’emicrania. Lo stress può:
- provocare l’esordio di un nuovo caso di emicrania (incidenza),
- agire come fattore di rischio per attacchi ricorrenti,
- amplificare la disabilità e/o il carico della malattia,
- contribuire allo sviluppo dell’emicrania cronica.
Inoltre, gli attacchi stessi e la disabilità che ne deriva possono diventare a loro volta degli stimoli stressogeni, generando un circolo vizioso.
Sebbene lo stress sia spesso identificato dai pazienti come il fattore scatenante più comune, la letteratura scientifica presenta risultati contrastanti sul fatto che esso causi direttamente gli attacchi emicranici. Una delle principali difficoltà risiede nel determinare con certezza i reali “trigger” causali.
Studi prospettici, basati su diari giornalieri cartacei o digitali, hanno evidenziato una relazione temporale significativa tra lo stress e l’emicrania, distinguendo i giorni con cefalea da quelli senza. Questi approcci riducono i bias soggettivi, ma resta complesso identificare un’associazione temporale tra trigger e patologia.
Non vi è dubbio che una relazione tra stress ed emicrania esista. Tuttavia, le dinamiche causali precise attraverso cui lo stress determina l’insorgenza, la cronicizzazione, gli attacchi o l’aggravarsi del carico della malattia restano incerte.
Ciononostante, analizzare i pattern di stress individuali nei pazienti può aiutare il clinico a comprendere:
- perché alcuni soggetti evolvano verso forme croniche;
- come lo stress agisca come fattore di rischio per gli attacchi;
- in che modo contribuisca ad aumentare il carico sintomatologico;
- quale sia l’approccio terapeutico più adeguato.
Diversi pazienti sembrano trarre beneficio da terapie comportamentali orientate alla gestione dello stress, che dovrebbero essere considerate come complemento al trattamento farmacologico, oppure proposte a chi esprima una preferenza in tal senso.
Bibliografia:
[1] Stubberud A, Buse DC, Kristoffersen ES, Linde M, Tronvik E. Is there a causal relationship between stress and migraine? Current evidence and implications for management. J Headache Pain. 2021 Dec 20;22(1):155. doi: 10.1186/s10194-021-01369-6. PMID: 34930118; PMCID: PMC8685490.
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