EMICRANIA E DONNA: UN DOLORE INVISIBILE DA RICONOSCERE E AFFRONTARE

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, vogliamo porre l'attenzione su un tema cruciale ma spesso sottovalutato nella salute femminile: l'emicrania.
L’emicrania è una malattia neurologica caratterizzata da attacchi ricorrenti di cefalea moderata o severa, con dolore pulsante e unilaterale, spesso accompagnato da nausea, vomito e ipersensibilità a luce, suoni e odori. È paragonabile a una severa perturbazione atmosferica che si ripete più volte al mese e può durare nel suo complesso – includendo prodromi e reliquati – fino a 5-6 giorni per ogni attacco.
È a tutti gli effetti una patologia di “genere”, con una prevalenza tre volte maggiore nelle donne, che presentano forme più complesse, disabilitanti e con maggiori comorbilità rispetto agli uomini.
In particolare, nelle donne emicraniche:
- Sono più frequenti le forme severe (attacchi più frequenti, maggior intensità e durata, sintomi vegetativi più marcati);
- Rispondono meno favorevolmente ai trattamenti sintomatici e preventivi;
- Si registrano più elevati livelli di disabilità;
- È presente un maggior numero di comorbilità;
- Il rischio di complicanze cerebrovascolari è più elevato.
Gli ormoni sessuali femminili giocano un ruolo cruciale nella determinazione delle differenze di genere che si osservano nell’emicrania. Esiste, infatti, una correlazione tra le cicliche variazioni ormonali (in particolare degli estrogeni) e la ricorrenza degli attacchi emicranici.
Le persone che soffrono di emicrania spesso si sentono incomprese. Oltre al dolore fisico, la malattia influisce su aspetti cognitivi, emozionali, comportamentali e relazionali. Vivere nell’attesa angosciante di nuovi attacchi conduce a modificazioni psicosociali, che amplificano la sofferenza e aumentano la disabilità.
Per questo, è fondamentale promuovere una cultura che riconosca l’emicrania come una patologia neurologica di grande impatto, contrastando lo stigma che ancora colpisce i pazienti in ambito sociale, lavorativo e familiare.
Le società scientifiche, insieme alle associazioni pazienti, lavorano per colmare questo divario culturale e migliorare la conoscenza della malattia.
Per saperne di più ecco i link al podcast e ai webinar realizzati da Fondazione Onda, con il contributo non condizionante di Teva:
Per un’ottimale gestione della patologia è cruciale indirizzare i pazienti ai centri cefalee in Italia, elencati sui siti della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee e dell’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee.
https://www.sisc.it/ita/centri-cefalee-in-italia/
https://www.anircef.it/2019/01/26/centri-per-la-cura-delle-cefalee/
Cod. aziendale: NPS-IT-NP-00358




