Connessione tra ormoni ed emicrania: il ruolo degli estrogeni nelle diverse fasi della vita della donna

L'emicrania è una patologia neurologica cronica e altamente invalidante che colpisce le donne con una frequenza significativamente maggiore rispetto agli uomini 01. Questa differenza suggerisce un ruolo importante degli ormoni sessuali femminili nella comparsa e nell'andamento degli attacchi emicranici. In particolare, gli estrogeni sembrano influenzare la suscettibilità all'emicrania nelle diverse fasi della vita della donna 01.
Le evidenze scientifiche indicano che non sono tanto i livelli assoluti di questo ormone a influenzare l'emicrania, quanto le sue fluttuazioni nel tempo. Livelli elevati e relativamente stabili possono esercitare un effetto protettivo, mentre livelli instabili o in rapida diminuzione possono aumentare il rischio di sviluppare un attacco emicranico 01.
Questo fenomeno è particolarmente evidente durante il ciclo mestruale. Gli attacchi tendono infatti a manifestarsi più frequentemente nei giorni che precedono l'inizio delle mestruazioni, quando si verifica un brusco calo degli estrogeni 01. Tale osservazione ha portato allo sviluppo della cosiddetta ipotesi del calo estrogenico, secondo cui queste variazioni ormonali rappresentano uno dei principali fattori coinvolti nell'emicrania associata alle mestruazioni 01 02. Secondo una recente revisione, l'emicrania mestruale interessa circa il 6% delle donne in età riproduttiva ed è caratterizzata da attacchi strettamente correlati al ciclo mestruale 02.
Il legame tra ormoni ed emicrania emerge anche in altri momenti della vita femminile. Durante la gravidanza, quando i livelli di estrogeni aumentano e rimangono relativamente stabili, molte donne riportano una riduzione della frequenza e dell'intensità degli attacchi emicranici 01. Al contrario, dopo il parto, la rapida diminuzione degli estrogeni può favorire la ricomparsa dell'emicrania 01.
Anche la perimenopausa, la fase di transizione che precede la menopausa, può influenzare l'andamento della malattia. In questo periodo le concentrazioni di estrogeni tendono a diventare più variabili e alcune donne possono sperimentare un aumento della frequenza degli attacchi 01. Dopo la menopausa naturale, quando i livelli ormonali si stabilizzano, molte pazienti riferiscono invece un miglioramento dei sintomi 01.
Negli ultimi anni la ricerca ha inoltre evidenziato una possibile interazione tra gli estrogeni e il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), una molecola che svolge un ruolo importante nella fisiopatologia dell'emicrania e rappresenta oggi un bersaglio terapeutico per il trattamento della malattia. Le evidenze disponibili suggeriscono che la complessa interazione tra estrogeni e CGRP possa contribuire alla predisposizione agli attacchi emicranici 01.
In conclusione, la letteratura scientifica suggerisce che gli estrogeni svolgano un ruolo centrale nel rapporto tra ormoni ed emicrania, contribuendo a spiegare perché la frequenza e la gravità degli attacchi possano modificarsi nel corso della vita della donna. Una maggiore comprensione di questi meccanismi potrebbe contribuire allo sviluppo di approcci sempre più personalizzati nella gestione dell'emicrania 01.
BIBLIOGRAFIA:
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Kuruvilla DE, Hutchinson S, Moriarty M, Abbott C, Brown A, Leroue C, Sheikh H. Understanding Migraine Throughout a Woman's Life and the Role of Calcitonin Gene-Related Peptide: A Narrative Review. Women's Health. 2025
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